L'isola di Creta: mare e civiltà antiche
Alla scoperta dei tesori della più grande delle isole della Grecia, culla della civiltà minoica e terra di grandi tradizioni. Con le sue spiagge da sogno, i numerosi resti archoelogici simbolo di un passato lontano e i paesggi incantevoli dell'interno
E' la più meridionale e la più grande delle isole greche. Ma anche una delle più ricche di storia, con le rovine millenarie della civiltà minoica, ma è anche un paradiso di paesaggi incantevoli e spiagge incontaminate. Crocevia di tre continenti, a lungo dominata da popoli stranieri, Creta resta un'isola fiera e dal carattere indipendente, la cui ospitalità rimane proverbiale. Un luogo ideale per una vacanza in pieno relax tra il fascino di luoghi magici.
Lunga circa 300 chilometri e con oltre mille chilometri di coste di origine vulcanica, Creta è divisa in quattro dipartimenti amministrativi, che fanno riferimento alle quattro città più grandi dell'isola: Iráklio (che è anche il capoluogo), Haniá, Réthimno e Lasithi. Nonostante le alte montagne (che arrivano a toccare i 2.450 metri e sono per molta parte dell'anno ricoperte di neve) è molto pianeggiante, soprattutto nella parte nord, dove si trovano tutti e quattro i capoluoghi dell'isola e le più importanti località turistiche.
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I primi insediamenti umani in queste zone risalgono al VII millennio avanti Cristo e si mescolano con la mitologia classica. La leggenda vuole, infatti, che qui approdasse per prima la principessa Europa, rapita da Zeus su una spiaggia fenicia. Dal dio greco ebbe tre figli, il primo dei quali, Minosse, fu l'iniziatore della prima grande cultura del nostro continente, quella della civiltà minoica che, storicamente, ebbe il suo periodo di massimo fulgore nel 2800 avanti Cristo. A questa successe la civiltà micenea, fondata dagli achei verso il 1400 avanti Cristo.
Dopo l'invasione dei dori, verso il 1100 avanti Cristo, inizia per Creta un periodo di decadenza, seguito dalle dominazioni ellenica, da quella romana, da quella bizantina e da quella araba. L'isola trova nuova linfa vitale con l'arrivo dei veneziani, che vi resteranno per più di 400 anni (dal 1200 al 1664). Sotto la dominazione ottomana i cretesi subirono un duro periodo di oppressione e persecuzione, da cui nacque il primo movimento indipendentista culminato con l'autonomia raggiunta nel 1898. Nel 1913 Creta si riunisce alla Grecia.
Il nostri viaggio comincia da Iráklio, la capitale di Creta che si trova al centro della costa occidentale dell'isola, piena di bellissime spiagge e piccoli villaggi incastrati in incantevoli insenature. Conta quasi 200.000 abitanti ed un forte sviluppo industriale, agricolo e turistico. La città venne edificata dagli Arabi nel 824 d.C. sopra l'antica Eraclea (che fu il porto di Cnosso) e la circondarono con mura fortificate e grandi fossati di protezione dai quali prese il nome la città (Handax, ovvero fossato).
Della dominazione araba, sconfitta dai bizantini, non rimane quasi nulla. Ma la città invece conserva ancora moltissimo del passato veneziano, in cui era chiamata Candia, con un eccezionale complesso di fortificazioni con sette baluardi e belle fontane, tra cui la fontana Morosini. L'animato porto, dominato da un castello a Mare di origine veneziana, ed il vicino mercato rappresentano senza dubbio i suoi angoli più vivaci. Da vedere il Museo archeologico ricco di reperti della civiltà minoica e greco-romani, e la chiesa di Santa Caterina, trasformata in Museo d'Arte sacra con dipinti di El Greco, che nacque proprio a Iráklio come Níkos Kazantzákis, lo scrittore autore del celebre "Zorba il Greco".
A pochi chilometri da Iráklio si trova uno dei più famosi palazzi minoici, il palazzo di Cnosso. Nonostante si tratti di una ricostruzione, dovuta all'archeologo inglese sir Arthur Evans, è uno dei luoghi più visitati dell'intera isola, simbolo della ricca civiltà minoica. Nonostante tutto il palazzo, ornato con affreschi vivacemente colorati e da colonnati, respira dei sogni della mitologia, che riporta alla mente le storie leggendarie di Minosse e del Minotauro, di Dedalo e Icaro, di Arianna e Teseo.
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Un'escursione nella parte meridionale della regione ci porta a scoprire altri tesori del passato cretese. Come il palazzo di Festo, nell'antica città di Festos situata in cima ad una collina che domina la fertile pianura di Messará, che dispone di un cortile-teatro tra i più antichi del mondo. La leggende vuole che ad abitarlo fosse il fratello di Minosse, Radamanto. Pochi chilometri da Festos c'è Agía Triáda, dove si trova una monumentale villa, forse residenza estiva dei sovrani; a Mátala, circa 10 chilometri a sud-ovest, oltre alle splendide spiagge vale senz'altro la pena di visitare il monastero di Moní Odigitrías, risalente al 1568.
Spostandoci verso est entriamo nella regione di Lasithi, la cui capitale è la città di Agíos Nikólaos, che conta circa 14.000 abitanti ed è costruita intorno al profondissimo ed azzurrissimo lago di Voulisméni, ad ovest del golfo di Mirabello, il più grande di Creta. Il mare limpido e tranquillo di Agíos Nikólaos ha conquistato la fama in tutto il mondo per le sue splendide e pulitissime spiagge, che l'hanno fatta battezzare la "Saint-Tropez cretese", mentre la brezza marina si sposa perfettamente con il clima asciutto e dolce del posto. Il piccolo porto della città, da cui si possono effettuare gite turistiche a Elounda, Spinalonga e nel golfo di Mirabello, attorniato da vecchie casette, ha conservato tutto il suo fascino originale.
In città meritano una visita il Museo archeologico, che si trova a circa 400 metri dal porto e ospita nei suoi grandi saloni un immenso tesoro del periodo minoico e di altri periodi storici della Creta orientale, ed il Museo folcloristico, situato vicino al ponte del lago con stupendi oggetti della cultura popolare locale. Nei dintorni di Agíos Nikólaos, lungo la costa orientale, si trovano bellissime località come la pittoresca Sitía, Moní Toploú, sede di un bel monastero bizantino, Vái, dove si trova una delle più belle spiagge di tutta Creta, e i siti minoici di Palékastro, Káto Zákros e Préssos.
Scendendo verso sud, lungo la costa orientale, si trova Ierápetra, le cui mura e i merli della fortezza veneziana di affacciano su un porto dalla solide banchine in pietra. La città, in stile tipicamente veneziano con una fortezza costruita da Francesco Morosini nel 1626 per proteggere il porto dagli attacchi dei turchi, è la quarta di Creta e la più grande della costa sud.
Tornando a Iráklio, il nostro itinerario prosegue verso la costa ovest, dove si trova Réthimno, la terza città di Creta in ordine di grandezza. Nonostante il rapido sviluppo degli ultimi anni, la città ha mantenuto inalterato il centro storico, intorno al porto Veneziano con la fortezza del 1573, che offre l'incanto del passato nelle sue stradine strette, piene di negozi e botteghe di artigiani. Il lungomare, che comincia dalle banchine del porto, è bellissimo. Una miriade di ristoranti, bar, negozi invitano a belle passeggiate e piacevoli serate.
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Tra i monumenti da vedere, moltissimi portano le tracce dei veneziani, come la Loggia, edificio costruito nella metà del XVI secolo per i nobili Veneziani come circolo di ricreazione e che oggi ospita il Museo Archeologico della città, e la Fontana Raimondi, splendido esempio dell'ingegneria Veneziana costruita nel XVII secolo per commemorare il completamento dell'acquedotto cittadino. Ma Réthimno è famosa soprattutto per le spiagge di sabbia finissima, che si estendono per oltre 12 chilometri e sono ben attrezzate ed animate tutto il giorno.
Infine spostandoci ancora un po' più a ovest, si incontra la seconda città per popolazione dell'isola, Haniá, considerata la capitale spirituale e culturale dell'isola. La città vecchia, che conserva intatte le testimonianze del passato, è delimitata da mura all'interno della quale si trovano l'arsenale, case con portali veneziani, la chiesa domenicana di Agíos Nikólaos, la cappella di San Rocco, il Museo navale e quello archeologico.
La visita della vecchia città intorno al Porto veneziano, che al pari di quello di Iráklio fu un'appendice del porto di Venezia, con le piccole stradine ed i palazzi ben conservati, è un'occasione per una piacevole passeggiata. Si possono passare gradevoli serate nelle taverne bevendo il locale "ouzo" ed assaggiando le specialità marinare, o nei tanti caffè intorno al porto. E' molto interessante anche una passeggiata lungo la strada detta Stivanadika piena di botteghe di artigiani locali.
Alle spalle di Haniá si innalzano le gigantesche Montagne Bianche (Lefkà Ori) attraversate dalle magnifiche gole di Samarià, le più grandi d'Europa oggi protette in un parco nazionale, dalla ricca e varia vegetazione. Ma l'estremità occidentale di Creta è anche ricca di monasteri e chiese bizantine e di splendide spiagge, tra cui la più celebre è quella di Agía Marína, ma molto belle sono anche quelle della baia di Elafoníssi, all'estrema punta a sud-ovest dell'isola. Insomma arte e cultura, relax e sapori mediterranei sono i biglietti da visita che contraddistinguono quest'isola che sa di Oriente ma è anche la culla della civiltà occidentale.
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