Isole Eolie: Lipari, Vulcano e Stromboli magie del Mediterraneo
Alla scoperta del mitico arcipelago del re dei venti, Eolo, e delle sue "sette sorelle", le isole vulcaniche di Lipari, l'isola maggiore, Vulcano, considerata il camino della fucina del dio del fuoco, Salina, famosa per le attrattive ambientali, le due piccole gemelle di Alicudi e Filicudi, l'incantevole Panarea, diventata meta di un turismo d'élite, e Stromboli, con il suo spettacolare vulcano attivo.
Vento, mare e fuoco. Sono i simboli del più bell'arcipelago del Mediterraneo, casa del mitico re dei venti Eolo, che qui soffia spesso e con impeto. Il viaggio di questa settimana ci porta alla scoperta delle isole Eolie chiamate anche Lipari dal nome dell'isola maggiore, situate a nord-est della Sicilia e appartenenti alla provincia di Messina. Le "sette sorelle" - Lipari, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli - tutte di origine vulcanica, hanno una storia antichissima, essendo state abitate sin dalla preistoria, e sono di una struggente e selvaggia bellezza. Un luogo ideale per una vacanza davvero al di fuori del mondo. Ala scoperta dei molti tesori della natura che contengono.
Ubicate nel Mar Tirreno meridionale a nord della Sicilia, le Eolie sono raggiungibili in molti modi. Dagli aeroporti di Catania, Napoli, Palermo e Reggio Calabria oppure via mare, a mezzo navi o aliscafi. Il porto principale e più vicino per arrivarci è quello di Milazzo (un'ora di traversata), o in alternativa quello di Messina (un'ora e mezza), ma esistono linee che partono anche dai porti di Napoli, Palermo e Reggio Calabria. Il punto di approdo principali è Lipari, l'isola maggiore delle sette, da qui con un servizio di aliscafi su possono visitare Vulcano e Salina, le più vicine, quindi Filicudi e Alicudi, poste ad ovest, e Panarea e Stromboli, situate a nord-est. Poiché quest'ultima è collegata anche con Messina, potrà essere organizzato un tour che, concludendosi a Stromboli, non obblighi a ritornare a Lipari.
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Le Eolie, che la leggenda vuole create da Eolo, re dei venti, furono in realtà abitate già in età preistorica, a partire dal Neolitico; durante la successiva età dei Metalli rappresentarono un polo commerciale marittimo per i traffici dell'ossidiana (vetro vulcanico derivato dal raffreddamento delle lave utilizzato per costruire armi ed utensili vari) ed un punto d'incrocio delle civiltà mediterranee. Le tracce più importanti di questo illustre passato si trovano a Lipari e nei villaggi di capo Graziano a Filicudi (2000-1400 a.C.) e di Panarea (1400-1270 a.C.). Le isole furono quindi colonizzate dai Greci fra il 588 e il 577 a.C., che si opposero a Fenici ed Etruschi. Conquistate in seguito anche dai Cartaginesi, divennero romane nel 252 a.C. In età storica si ricordano le dolorose incursioni dei pirati turchi guidati da Ariadeno Barbarossa, iniziate nel 1544, che dopo undici giorni di assedio distrussero Lipari portandosi in schiavitù circa 8.000 abitanti.
Il nostro tour parte da Lipari, la maggiore e più popolata isola dell'arcipelago, con una superficie di 37,6 chilometri quadrati e circa abitanti 9.000. Di origine vulcanica, è impervia e dolcissima allo stesso tempo ed è tuttora interessata da manifestazioni vulcaniche secondarie. Lo spettacolo che offre è quello di coste alte e rocciose, ricche faraglioni e grotte. I centri abitati sono Lipari propriamente detta, Pianoconte, Canneto, Quattropani, Acquacalda e Porticello, tutti collegati tra loro da una eccellente rete stradale. Nel capoluogo dell'isola, a sud del porto, si trova il suo monumento più importante, l'acropoli di Lipari, nel cui perimetro, murato dagli Spagnoli dopo il 1544 sui resti della cinta greca (IV secolo a.C.) e medievale (XIII secolo), sono racchiusi il Castello, in posizione strategica con le sue poderose mura di cinta, la Cattedrale, costruita dai Normanni nel 1080 e rimaneggiata nei secoli seguenti, il Museo archeologico eoliano e due parchi archeologici che custodiscono una necropoli di età greco-romana e i resti di un abitato dell'età del Bronzo.
Il Museo archeologico eoliano (tel. 090/9880174) è di straordinaria importanza e ricchezza, per cui merita una visita più approfondita. Allestito in diversi edifici ai lati della Cattedrale, è diviso in sezioni corrispondenti alle ripartizioni geografiche dell'isola e dell'intero arcipelago. Fra i materiali esposti, che vanno dalla preistoria all'età romana, vi sono ceramiche neolitiche e dell'età dei Metalli, strumenti in ossidana, ceramiche greche e romane, fra cui quelle dipinte dal cosiddetto "pittore di Lipari" (III secolo a.C.), 250 miniature di maschere teatrali greche, il "tesoro" di oggetti bronzei e reperti provenienti dagli scavi sottomarini sui relitti delle navi naufragate in un arco temporale che va dagli inizi del II millennio a.C. alla guerra franco-spagnola del 1675. Da ricordare, infine, a Lipari anche le Terme di San Calogero, costruite nel 1867, ove sgorgano acque di grande qualità terapeutica. Le sorgenti sono inglobate all'interno di una attrezzatissima struttura termale.
Separata dalla vicina Lipari da un canale largo circa un chilometro mezzo, c'è Vulcano. L'antica Hierà (sacra), considerata il camino della fucina di Vulcano, dio del fuoco, è l'isola più a sud dell'arcipelago eoliano ed è la più vicina alla Sicilia (12 miglia da Capo Milazzo). Ha una superficie di 21 chilometri quadrati e solo 400 abitanti. E' formata da quattro coni vulcanici, il più cospicuo dei quali è il Gran Cratere alto 386 metri e sul quale è presente attività vulcanica sotto forma di fumarole (l'ultima eruzione risale al 1888). Vulcanello, all'estremità nord-est dell'isola, invece emerse dal mare nel 183 a.C. ed è ora collegato all'isola principale da un istmo che crea le due insenature di Porto Levante e Porto Ponente, la cui spiaggia è frequentatissima a causa delle caldissime acque dovute ad ebollizioni sottomarine causate dalla fuoriuscita di gas caldi dai fondali sottomarini. La caratteristica della spiaggia di Porto Levante è invece quella di avere una finissima sabbia di colore nero. Da non perdere l'escursione al cratere Fossa della Fucina (circa 50 minuti) e la passeggiata alla Valle dei Mostri con salita sul cratere di Vulcanello.
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A nord di Lipari giace invece Salina, sintesi delle attrattive ambientali delle Eolie. E' la seconda isola in fatto di estensione, con circa 27 chilometri quadrati di superficie, e di popolazione (2.150 abitanti). E' invece la più alta per le vette dei monti Fossa delle Felci e Monte dei Porri, vulcani ormai spenti da tempo; da qui il suo antico nome Didyme, che significa Gemelli. Quello attuale, invece, deriva da uno stagno d'acqua salata posto nella parte sud dell'isola, a Punta Lingua, da cui un tempo si estraeva il sale usato per la conservazione dei capperi e del pesce. L'isola vanta tre comuni autonomi: S. Marina, Malfa e Leni e cinque incantevoli frazioni. E' ricca di una folta vegetazione tipicamente mediterranea ed è di particolare importanza per la coltivazione della vite, da cui si ricava il pregiatissimo vino Malvasia.
Ci spostiamo verso ovest dove si trovano le isole geologicamente più vecchie dell'arcipelago. La prima, Filicudi (9,5 chilometri quadrati di superficie, 450 abitanti), presenta una forma conica, aspramente rocciosa, con tre centri abitati, Filicudi porto, Pecorini a mare e Valle Chiesa. Era chiamata Phoenicusa forse perché rivestita di felci oppure per la presenza dei Fenici. A Piano di Porto e sul Capo Graziano, a picco sul mare, vi sono i resti di due villaggi preistorici dell'età del Bronzo, con fondi di capanna di forma ovale. Ma la bellezza dell'isola sta nella sua stupenda Grotta del Bue Marino, chiamata così perché si riteneva un tempo tana di mostruose creature, raggiungibile dal mare dopo aver ammirato il faraglione detto La Canna, lungo la rotta per Alicudi, e l'arco naturale di Punta Pertica.
Alicudi (5,2 chilometri quadrati e 140 abitanti) è invece l'isola più occidentale delle Eolie, a circa 26 miglia da Lipari, nota soprattutto per la pesca delle aragoste. Anticamente era chiamata Ericusa, per il gran numero di eriche presenti sul suo territorio. Tracce di insediamenti di età romana sono stati rinvenuti nella parte orientale dell'isola la più abitabile per la conformazione del terreno. A causa della sua posizione decentrata, l'isola di Alicudi è un angolo lontano dalla mondanità e dal traffico ed è ricercata soprattutto da chi apprezza la vita semplice e genuina. Il ricordo delle incursioni saracene è testimoniato dal Timpano delle Femmine, un rifugio naturale nel quale venivano nascoste le donne durante gli attacchi dei pirati. Caratteristici di Alicudi sono anche i soffioni di aria fresca (7 gradi), usati dagli abitanti per conservare i cibi.
Ci spostiamo ad est dell'arcipelago per ammirare quella che è considerata forse la sua isola più incantevole, la piccola Panarea (3,3 chilometri quadrati, 280 abitanti), sede di un turismo d'élite che l'ha resa una meta storica delle vacanze estive più esclusive. Anch'essa fu abitata sin dai tempi preistorici, segno ne è il villaggio preistorico risalente alla età del Bronzo rinvenuto alla estremità sud dell'isola, sul promontorio di Punta Milazzese, in località Cala Junco. Panarea è un po' un arcipelago nell'arcipelago dato che è circondata da piccole isole minori: Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, Formiche, Panarelli, Lisca Bianca. famosa è soprattutto Basiluzzo, abitata già in età romana, dove oggi si coltivano pregiati capperi.
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Ultima delle "sette sorelle", e la più orientale, è Stromboli (12,6 chilometri quadrati, 450 abitanti), che emerge solennemente dal mare e dove si trova forse l'unico vulcano attivo al mondo in costante attività da almeno 2000 anni. Il vulcano è formato da due cime tra le quali è situato l'apparato eruttivo ed è noto per il lancio di scorie di lava che fuoriesce precipita in mare da una ripida parete chiamata Sciara del Fuoco, che offre uno spettacolo suggestivo, specialmente di notte. Gli abitanti dei quattro villaggi - Ficogrande, Piscità, S. Vincenzo nella parte nord-est e Ginostra sulla costa meridionale, raggiungibile soltanto via mare - coltivano capperi, l'ulivo e la vite. Strombolicchio, un isolotto che sorge a 1,6 chilometri a nord di Stromboli, la cui sagoma ricorda un maniero medioevale, ha un bel faro per la navigazione, installato nel 1926, raggiungibile attraverso una scala di 200 gradini.
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